La moretta di Vignola

La coltivazione della ciliegia nel territorio di Vignola ha origini antiche e molto radicate. L’eccezionalità delle condizioni pedoclimatiche della zona ha fatto sì che la pianta trovasse qui il suo ambiente ideale, diventando col tempo e grazie all’impegno degli agricoltori, la più importante realtà agricola. Numerosi documenti storici confermano che la pianta è presente, in consociazione alla vite, già a metà dell’Ottocento e negli anni a seguire la produzione e la commercializzazione hanno avuto un andamento costantemente crescente. San Girolamo narra che il ciliegio, originario dell’Asia, sia stato portato a Roma nel 68 a.C. da Lucullo che rientrava in Patria dalla città di Cerasonte. La coltura di questo frutto, però, ebbe una diffusione limitata e sarebbe quasi scomparsa in epoca medievale, se non fosse per i monaci che l’hanno tramandata fino a noi. Testi sulla tecnica di coltivazione, concimazione e potatura del ciliegio cominciano ad apparire solo dal XVI secolo. Questo albero suscitò interesse non solo per i frutti,  ma in virtù della buona qualità del suo legname venne anche utilizzato per realizzare strumenti musicali, quali flauti e canne d’organo. Per tutto l’Ottocento il consumo delle ciliegie ebbe una diffusione di nicchia, riservata alle classi più abbienti. Le piante che danno vita a questo frutto, possono agevolmente superare i 15-20 metri di altezza e il tronco può raggiungere e superare i due metri di circonferenza. Proprio per la loro imponenza queste piante sono sempre state pericolose per chi era impegnato nella raccolta dei frutti e, in passato, molti sono stati gli incidenti, come testimoniano gli ex voto lasciati alla Pieve di Vignola.

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I frutti, inoltre, sono molto delicati e si deteriorano in tempi brevi. Questi sono i principali motivi che stavano portando un così sublime frutto all’estinzione. Per far fronte a tale inarrestabile scomparsa, nel 2007 nacque il progetto “Salviamo la ciliegia  Moretta”, che ha coinvolto più di cinquemila persone fra alunni, genitori e nonni, per far conoscere ed apprezzare questa specie tradizionale della valle del Panaro, che appartiene alla storia e all’identità del territorio, e creare le condizioni necessarie affinché i contadini continuino ad investire sulla sua coltivazione. Nel frattempo alcune sperimentazioni hanno consentito di ridurre la mole degli alberi, rendendo la raccolta più agevole e meno pericolosa. Ora questo prodotto è nuovamente sul mercato e sta riguadagnando consensi sia fra i produttori che fra i consumatori, grazie anche all’interesse dimostrato dai concittadini. La ciliegia Moretta è ormai da anni un simbolo in cui si identificano, con facilità, grandi e piccini di tutta la valle del Panaro.

Torta rustica alla Moretta di Vignola

Torta rustica alle ciliegie

Ingredienti: 250g di farina, 4 uova, 150g di burro morbido,1 bustina di lievito per dolci,150g di zucchero, 200g di Ciliegie di Vignola, zucchero a velo q.b, un pizzico di sale.

Procedimento: 

  1. Snocciolate le ciliegie con l’apposito attrezzo dopo averle lavate e asciugate con cura. Lavorate poi il burro morbido con lo zucchero, incorporate le uova, la farina, il lievito, un pizzico di sale e, per ultime, le ciliegie.
  2. Ricoprire una teglia con carta da forno e versate il composto fino a 2/3 della sua capacità. Fate cuocere il dolce in forno preriscaldato a 180°C per 50 minuti. A cottura ultimata, spegnete il forno e lasciate intiepidire il dolce per qualche minuto a temperatura ambiente. Lasciate raffreddare la torta sulla apposita gratella.
  3. Spolverizzate il dolce con lo zucchero a velo e servite in tavola.

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