Oh Cotechin, null’altro a Te somiglia

Autunno inoltrato, inverno ed inizio primavera sono adatti al consumo del cotechino semplicemente lessato e magari associato ad altri bolliti e accompagnato da una buona mostarda senapata, particolarmente gustoso stufato con fagioli o lenticchie, sublime nella versione detta “in galera”, ovvero avvolto in cartella di vitellone e prosciutto crudo e, innaffiato di buon vino e brodo di carne, portato a lenta cottura. Cotechino e ancor più lo zampone, fanno parte della tradizione culinaria in occasione delle faste natalizie. Già nel ’700, trattando del cotechino, l’abate modenese Giuseppe Ferrari, redigendo Gli Elogi del porco, si faceva poeta.

“Oh Cotechin, null’altro a Te somiglia
In fragranza e in sapor vivanda eletta! Quando tu giungi inarca ognun le ciglia.

I grati effluvi ad assorbir in fretta
Si spalancano i tubi ambi nasali,
E un Oh comune il godimento affretta,

E tosto in bocca e giù per i canali Delle gole bramose l’acquolina Si sentono venir i commensali:

E fossevi ancor latte di Gallina,
Ed in piatto real vergin Fagiano, A te la preminenza si destina…”

Schermata 2014-11-11 alle 09.16.20

Centro di ricerca etnografica – Carpi

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